VITALBERO 2024, TRA I VINI BIANCHI MIGLIORI D’ITALIA PER LA GUIDA BEREBENE 2026 DEL GAMBERO ROSSO PER RAPPORTO QUALITA’ PREZZO

Così l’Azienda Biancopecora conferma il suo impegno nella produzione di vini di qualità, buoni e etici, un riconoscimento importante che ci stimola a fare sempre meglio.

 

 

Una grande sorpresa per Massimo e Michela Ciscato. «È un sogno divenuto realtà»: quando nel 2017 hanno iniziato la sperimentazione del loro Vitalbero, un blend di Pecorino (70%), Trebbiano (20%) e Malvasia di Candia, mai avrebbero immaginato di arrivare così lontano.

I primi anni non sono stati semplici. Anni di sperimentazioni, di grandi fallimenti e di qualche soddisfazione, necessari però per costruire solide basi. La svolta arriva nel 2022: la cantina diventa operativa al 100%, le collaborazioni esterne si chiudono e l’azienda inizia a lavorare in completa autonomia, supportata dal contributo tecnico di consulenti affidabili. Tra questi, l’enologo Matteo Lupi, che accompagna Massimo e Michela nella delicata fase iniziale, rivelandosi una guida fondamentale.

Il 2023 è stata un’annata complessa. Buona nelle premesse, ma duramente colpita dalla peronospora, con una perdita di prodotto in vigna pari al 70% e una qualità media delle uve leggermente inferiore. A fare la differenza è stato il lavoro in cantina: preciso, meticoloso, attento a ogni dettaglio. È qui che arrivano le prime vere soddisfazioni, nonostante le difficoltà.
Il 2024 segna invece un passaggio decisivo. È la prima annata in cui tutto scorre relativamente liscio: uve di qualità molto elevata e un clima favorevole danno origine a vini più freschi e leggiadri, capaci di riflettere fedelmente il terroir che ospita la vigna.
Nel calice il vino si presenta di un elegante colore oro. Al naso emergono note di bergamotto, cedro e mughetto, accompagnate da sentori di mallo di noce, dragoncello e leggere sfumature mentolate. In bocca conquista per eleganza e intensità: è fresco, avvolgente e appagante, e si congeda lentamente lasciando un piacevole ricordo di aromi agrumati.
L’impegno dell’azienda continua con nuovi vini in progetto, un nuovo vigneto in fase di realizzazione e, soprattutto, con l’ingresso in azienda del figlio Davide. L’idea di famiglia è centrale, come dichiarano Massimo e Michela: «Abbiamo iniziato nel 2012 con il recupero del vecchio casale, poi è arrivato il nuovo vigneto, con l’impianto di varietà antiche ritrovate proprio sui nostri terreni, come il Gaglioppo delle Marche».
Questo premio non cambia la filosofia dell’azienda, ma rappresenta una forte iniezione di energia, un incoraggiamento a proseguire su questa strada con nuovi vini e una qualità sempre crescente. Ciò che ha colpito maggiormente la famiglia è proprio la tipologia del riconoscimento: «L’obiettivo non è solo fare un grande vino, ma soprattutto un vino accessibile, capace di far bere bene tutti. Un vino, appunto, Berebene

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